Km percorsi: 40
Ore di cammino: 10 circa
Dislivello: 70 metri circa
Oggi è stata parecchio dura. Se google maps ci indicava come distanza da Cimadolmo a Vidor circa 30 chilometri, in verità ne abbiamo fatti 40 (e forse anche più). E’ stato da un certo punto di vista un peccato, perchè non siamo riusciti a goderci fino in fondo un ambiente incredibilmente bello. Io avevo già fatto un pezzo con Morgana (il mio setter inglese) da Spresiano fino a Falzè di Piave, il resto è stata una vera scoperta, a cominciare dal percorso naturalistico delle “fontane bianche”, dall’isola dei morti di Moriago della Battaglia fino alla bella strada bianca fino a Vidor.
Oggi ci interessa parlare delle persone, perchè per quanto riguarda i luoghi dobbiamo solo ribadire quanto detto in precedenza.
Il Piave stamattima ci ha impartito un’altra lezione. Pensavamo di ritrovarlo a Cimadolmo come l’avevamo lasciato ieri sera, invece stamattina il livello era salito di circa trenta centimetri, impedendoci di attraversarlo senza immergere i piedi in acqua. Per recuperare tempo e non tornare indietro per prendere la strada asfaltata, abbiamo guadato con l’acqua quasi alle ginocchia. Tanta attenzione, perchè se uno di noi fosse caduto, si sarebbe quasi sicuramente rovinato qualche aggeggio tecnologico che ci portiamo dietro.
Per il resto della giornata siamo rimasti sulla destra Piave da Maserada a Ponte della Priula e sulla sinistra invece fino all’arrivo a Vidor. Abbiamo percorso quasi totalmente strade bianche e sentieri a stretto contatto con il Piave. Soprattutto da Falzè di Piave fino alle “Fontane Bianche” di Sernaglia della Battaglia esiste un bellissimo percorso con un sentiero segnato molto bene e facilmente percorribile anche in bicicletta.
La vegetazione qui comincia a cambiare. Antonio faceva notare che querce fino ad oggi non ne avevamo mai viste.
Ancora una volta comunque sono le persone che si stanno distinguendo in questo viaggio, Se preferiamo soprassedere sul giovane operaio di una ditta di estrazione ghiaia a Spresiano, che ci ha trattato in maniera maleducata, perchè erroneamente eravamo entrati nel cantiere con l’intenzione di raggiungere una strada lungo il fiume, per il resto della giornata invece di nuovo tanta gentilezza nei nostri confronti. C’è chi non ci ha visto nei giornali, come il cittadino di Colfosco di Susegana, che ha interrotto i suoi lavori edilizi per chiacchierare un po’ con noi, per offrirci da bere e raccontarci la storia di un pastore che da Santa Lucia è arrivato ad Asiago in quattro giorni con uno zaino pesantissimo sulle spalle. C’è chi invece si ricorda di noi per qualche articolo, come il viticoltore di Vidor che ci ha notati dalla sua vigna, ci ha raggiunti con la sua panda bianca e ci ha indicato la strada più breve per raggiungere il paese.
E poi non abbiamo parole per descrivere l’accoglienza di Vidor, rappresentato degnamente dall’amministrazione comunale, soprattutto dall’assessore Bailo con cui abbiamo comunicato in questi giorni, e dal gruppo degli alpini, che ci ha offerto una cena semplice ma spontanea, come se fossimo dei vecchi amici che tornano a casa.
Anche stasera la fatica si sente (e anche tanto), ma è proprio vero che, quando lo spirito trova gratificazione, il resto passa in secondo piano.
I ringraziamenti di oggi vanno a: Floriano Zambon, vice-presidente della provincia di Treviso che ci ha telefonato, Corazzin Alberto e Sossai Maria che ci hanno ospitato sotto il loro gazebo per la prima sosta della giornata, a Maria, Morgana e Pina che ci hanno raggiunto sull’argine a Spresiano, a Gianni che si è affezionato alla nostra avventura e ci segue e aiuta in tutto e per tutto, al cittadino di Colfosco che si è intrattenuto con noi e ci ha offerto acqua, al viticoltore di Vidor che ci ha riconosciuto, perchè ci aveva visto su un quotidiano, e ci ha indicato la giusta strada, all’amministrazione comunale di Vidor che ci ha accolto in amicizia, all’ottantacinquenne Nino Manto che ci ha ospitato in casa sua, al grande gruppo degli Alpini di Vidor per la cena e le chiacchiere da amici, a quelli che ci telefonano o ci mandano messaggi per supportarci e sapere come va.
p.s: ci scusiamo con il pastore che in prossimità di Falzè di Piave è stato svegliato di soprassalto dai suoi cani che hanno cominciato ad abbaiare come forsennati quando ci hanno visti arrivare. Avrà temuto che stessimo per rubargli qualche pecora e forse sarà rimasto anche deluso quando ci ha visti solo fare qualche foto.
P.s. 2: scusate, ma stanotte non riesco a scaricare foto sul blog.
mercoledì 2 giugno 2010
lunedì 31 maggio 2010
Zenson di Piave - Cimadolmo
Km percorsi: 28 circa
Media: 4 Km/h
Ore di cammino: 7 circa
Foto scattate: 228
Anche la giornata di oggi è stata la conferma che ci sono tante persone che hanno una gentilezza e un’ospitalità nel cuore che lascia il segno quando le incontri. Non sapevamo niente di Nisha, mai vista, nemmeno in foto, mai sentita la sua voce, avevamo solo avuto l’occasione di scambiare qualche chiacchiera via chat. Da subito ci ha offerto il suo aiuto in questa avventura e noi abbiamo raccolto l’invito. Non potevamo fare scelta migliore, perchè si è subito creata una bella intesa, quasi fossimo amici da tempo. Tutto con molta semplicità. Lei ci è venuta incontro lungo il Piave con i suoi cani, ci ha portati in casa e in assoluta tranquillità abbiamo passato del tempo chiacchierando e rifocillandoci prima della lunga tirata che ci doveva portare da Fagarè della Battaglia, dove abita, a Cimadolmo, la meta di oggi.
Questi incontri e le situazioni che si creano ci alleviamo la fatica, che comunque si fa sentire anche se siamo solo al secondo giorno, e ci fanno pensare che la nostra è stata una buona scelta. Il nostro modo di affrontare questo viaggio, cioè a piedi, ci permette di avvicinarci alle persone, raccogliere i buoni sentimenti e trasmetterci vicenda buone impressioni.
Torniamo al Piave e al cammino, che sono i protagonisti di questa avventura. La mattina non era delle migliori, nuvoloni neri all’orizzonte, cielo coperto sopra le nostre teste. Da Zenson a Ponte di Piave abbiamo seguito in gran parte l’argine, eccetto un paio di deviazioni. La prima per inoltrarci nei campi e poter così fotografare qualche casa abbandonata in golena e vagabondare alla ricerca di un sentiero vicino al Piave, che però non abbiamo trovato. La seconda per passare sotto il ponte sul Piave senza dover transitare sulla trafficata strada superiore.
Da Ponte di Piave abbiamo ritrovato il fiume che conosciamo. Varie ramificazioni, le rive con sassi binchi che riflettono la luce e più esternamente una folta vegetazione con alberi e arbusti. E’ questo il Piave a cui siamo abituati, quello che si divide, che scorre meno placido e più vivace, che forma pozze ottimali per fare il bagno, anche se bisogna sempre fare attenzione. E’ questo il greto che conosciamo bene, largo, disteso e dai grandi spazi. Una bellezza diversa dal Piave conosciuto ieri, da Ponte in poi è proprio un discorso di familiarità, qui ci veniamo più spesso e certe sentieri li abbiamo battuti varie volte anche in bici.
Da Candelù abbiamo ripreso l’argine per poi percorrere le stradine interne di Maserada verso Salettuol e i ponti sul fiume. Furio ha approfittato per passare dal fratello e alleggerire lo zaino. Anche questo è importante. Essenzialità. Con lo zaino in spalla ci si rende conto di quello che non serve e che si può lasciare a casa.
Attraversare il primo ponte andando verso Cimadolmo è stato il momento più pericoloso di questo viaggio. Tanto traffico, soprattutto di camion che non rallentano certo di fronte a tre camminatori, e una situazione di deciso imbarazzo. Mi chiedo come mai, quando questo ponte è stato rifatto qualche anno fa, vista anche la mole di ciclisti che penso percorrino queste strade, non siano state pensate due pedane esterne utilizzabili da chi va a piedi o in bici. Ma i progettisti non le dovrebbero valutare queste cose? Dovrebbero vedere alcuni ponti che ho visto, per esempio, a Vienna o in Germania.
A parte questo comunque anche oggi la strada ha riservato momenti di salubre silenzio e squarci che riempiono la vista.
Nota dolente della giornata il fatto che abbiamo visto spesso rifiuti abbandonati e addirittura a Fagarè abbiamo fotografato degli inerti buttati giù da una riva. Ma si può?
Non possiamo esentarci dal ringraziare: chiaramente Nisha Maggioni che ci ha accolto in casa sua per uno spuntino e un’ora di riposo, offrendoci anche una pagnotta di pane per il viaggio, i suoi ospiti inglesi e i suoi cani Michy e Iron per averci accompagnato per un pezzo di strada, Raffaella e Chiara, rispettivamente cognata e nipote di Furio, per un altro piccolo momento di ristoro, l’assessore del Comune di Cimadolmo Graziano Dall’Acqua per la chiacchierata, i prosecchi e l’ospitalità della sua amministrazione nella locanda del paese, il gestore dell’Enoboutiquabar che ci ha racccontato qualche storia di quando, nel 1971, ha fatto il servizio militare, Otello Furlan che ci ha illustrato la storia delle Grave di Papadopoli, per la birra che ci ha ridato vita in un momento di cedimento fisico e per la dritta di una stradina di campi verso Cimadolmo, che ci ha fatto saltare la strada molto trafficata da Maserada al paese, tutti coloro che ci hanno riconosciuti e si sono fermati a parlare con noi.
P.s.: domani mattina verremo ripresi alla partenza alle 7,00 da Reteveneta.
P.s. 2: scusate se ci sono errori nel testo, ma non è facile essere lucido dopo 30 chilomentri di camminata con zaino in spalla.
domenica 30 maggio 2010
Cortellazzo – Zenson di Piave
Qualche dato:
Km percorsi: 27 circa
Dislivello: 25 metri
Ore di cammino: 7,5
Fotografie scattate: 234 da Edoardo
80 da Furio
dato non pervenuto da Mattia e Anna
L’avventura è iniziata.
La partenza è stata contrassegnata dalle proteste (fuoriluogo per situazione e momento) dei proprietari di un campeggio confinante con la spiaggia vicina alla foce del Piave, che rimproveravano al sindaco di Jesolo dei lavori di sistemazione della spiaggia stessa. E’ proprio vero che non si riesce mai ad accontentare tutti. Questi signori avranno anche avuto i loro motivi per non essere soddisfatti, ma la necessità di sistemazione dopo alcune mareggiate, anche a noi non informati, è parsa innegabile. Nel suo corso il Piave scava le rive, alla foce, nell’incontro con il mare e le correnti, provoca mareggiate piuttosto disastrose per la spiaggia (pubblica) di Cortellazzo.
A parte questo piccolo episodio, che comunque non ci ha coinvolto più di tanto, la partenza è stata essenziale, e questo non ci è per niente dispiaciuto.
Foto di rito con il presidente della provincia di Treviso Leonardo Muraro e con il sindaco di Jesolo Francesco Calzavara, i saluti degli amici venuti a salutarci, un caffè al volo e poi finalmente il cammino.
Se ieri mi aveva preso, e succede sempre prima di ogni viaggio, il dubbio “chi me l’ha fatto fare?”; oggi l’entusiasmo è a mille. Siamo consci di non fare niente di straordinario, ma perlomeno qualcosa di originale.
Tutta la tappa di oggi è ideale per camminatori e ciclisti. Quasi tutta lungo piccoli sentieri, strade binche o argini a poca distanza dal Piave. Solo nel tratto da Eraclea a San Donà di Piave il sentiero è molto vicino alla strada sopra l’argine, che di domenica è abbastanza trafficata (ma di certo non come in luglio e agosto).
La prima parte della tappa di oggi, da Cortellazzo a San Donà, presenta un sentiero e stradine bianche con vegetazione arborea e qualche prato. La vicinanza dell’argine al fiume impedisce lo sfruttamento della terra per la coltivazione e quindi in qualche modo l’ambiente è rimasto poco antropizzato. Qualche casa e qualche rete dei pescatori puntellano il lungo fiume. Piave che in questo tratto scorre molto lentamente, quasi impercettibile il movimento verso il mare.
Nella seconda parte, da San Donà a Zenson di Piave, la presenza della golena ha favorito la coltivazione, principalmente della vite. Usciti da San Donà ci sono due possibilità: o seguire di nuovo il sentiero ed essere a stretto contatto con il Piave o camminare sull’argine. Abbiamo scelto la seconda, sia per essere più visibili e quindi favorire Anna, che stava aspettando che il suo ragazzo la venisse a prendere, sia per la voglia di sole. Al mattino abbiamo preso qualche goccia di pioggia, prima di arrivare a San Donà, ma poi il tempo si è sistemato al meglio. Camminare sull’argine apre scenari più aperti e ti fa gustare appieno l’ambiente circostante, potendo vedere tutto dall’alto.
Da segnalare che abbiamo dovuto attraversare, anche se proibito, i binari del treno nelle vicinanze di Fossalta di Piave. Vicini a Zenson di Piave invece, passati sotto il ponte dell’autostrada, bisognava girare a sinistra a seguire per un tratto la massicciata dell’autostrada seguendo una stradina, invece noi siamo andati dritti per poi dover passare attraverso campi incolti per ricongiungerci di nuovo all’argine.
Gli ultimi cinque chilometri si sono fatti sentire, soprattutto nelle spalle, ma l’accoglienza strepitosa di Romana Cadamuro, assessore di Zenson, e della sua famiglia ci hanno fatto veramente passare la stanchezza in poco tempo. Mai ci saremmo aspettati tanto.
Ultima cosa da tener presente la totale assenza di punti di rifornimento di acqua, escludendo il parco a San Donà o la possibilità di chiedere alle case che si incontrano lungo il cammino.
I ringraziamenti di oggi vanno a Gianni e Stefano che ci hanno accompagnato a Jesolo, al presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e al sindaco di Jesolo Francesco Calzavara che sono venuti a salutarci alla partenza, a Franca che ci ha aiutato nelle settimane precedenti la partenza, a Anna che ha camminato con noi fino a Fossalta di Piave, a Mattia che ci ha accompagnato per un tratto di strada, ad Alessandra che ha scarrozzato Mattia, a Matteo, Carlotta e Patrizia che sono venuti anche loro alla partenza, a Virginia che ha voluto essere con noi in questo frangente, a Claudio del Comitato contro il taglio degli alberi nel greto del Piave con cui abbiamo chiacchierato di ambiente, a Maria, Ignazio ed Ernesto che ci aspettavano a San Donà di Piave, ai gestori della trattoria al Cacciatore di Zenson di Piave che ci hanno offerto da bere, a Romana, assessore del Comune di Zenson, e ai suoi familiari Gabriele, Giovanni e Annalesi, alla gattina White che ci ha fatto qualche coccola, a coloro che ci incontravano per strada e ci dicevano di averci visti sul giornale.
sabato 29 maggio 2010
Partenza
Domani si parte, finalmente. Il tempo non sarà buono come speravamo, ma in netto miglioramento già da lunedì. Ci si accontenta.
Il ritrovo domani mattina è alle 8,30 presso il ristornate "Ai pescatori" a Cortellazzo di Jesolo.
Vi invito a seguirci direttamente su questo blog o attraverso il sito della provincia di Treviso www.provincia.treviso.it, al quale gireremo foto della nostra camminata.
La provincia di Treviso ha decisamente appoggiato questa nostra iniziativa (ieri ho avuto un incontro anche con l'assessore provinciale all'ambiente Ubaldo Fanton) e ci ha aiutato anche dal punto di vista logistico.
Un grazie di nuovo a tutti.
Il ritrovo domani mattina è alle 8,30 presso il ristornate "Ai pescatori" a Cortellazzo di Jesolo.
Vi invito a seguirci direttamente su questo blog o attraverso il sito della provincia di Treviso www.provincia.treviso.it, al quale gireremo foto della nostra camminata.
La provincia di Treviso ha decisamente appoggiato questa nostra iniziativa (ieri ho avuto un incontro anche con l'assessore provinciale all'ambiente Ubaldo Fanton) e ci ha aiutato anche dal punto di vista logistico.
Un grazie di nuovo a tutti.
L'articolo del Gazzettino di oggi 29 maggio
Oggi il Gazzettino ci ha dedicato un nuovo articolo.
Potete vederlo su http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=&CodSigla=TV&NumPagina=9&AnnoPagina=2010&MesePagina=05&GiornoPagina=29&NumTestatina=
Potete vederlo su http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=&CodSigla=TV&NumPagina=9&AnnoPagina=2010&MesePagina=05&GiornoPagina=29&NumTestatina=
Articolo del Corriere delle Alpi 26 maggio 2010
Questo il link dell'articolo che ci ha dedicato il Corriere delle Alpi:
http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2010/05/26/BC3PO_BC301.html
http://ricerca.gelocal.it/corrierealpi/archivio/corrierealpi/2010/05/26/BC3PO_BC301.html
venerdì 28 maggio 2010
Incontro a Belluno

Giovedì 3 giugno alle ore 17,30 presso il ponte della Vittoria a Belluno saremo ricevuti dai tre presidenti delle province coinvolte dal protocollo Piave Tvb, cioè Leonardo Muraro per Treviso, Francesca Zaccariotto per Venezia e Gian Paolo Bottacin per Belluno.
Presenti anche il sindaco di Belluno Antonio Prade e uno storico locale che ci illustrerà cosa è successo in quel tratto di Piave durante la prima guerra mondial
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