mercoledì 11 aprile 2012

Articolo su Qui Piave Libera



Ecco la prima pagina dell'articolo firmato dal sottoscritto, uscito su Qui Piave Libera nel numero di aprile del mensile Altreconomia (www.altreconomia.it), in vendita nei negozi della cooperativa Pace e Sviluppo di Treviso (www.pacesviluppo.it) e nelle altre Botteghe del Mondo. Per leggerlo del tutto fate un investimento di 4 euro. Altreconomia è una bella rivista, veramente libera e non riceve finanziamenti pubblici. Un bel esempio.

mercoledì 15 febbraio 2012

Tecnologia e lupi


Sono affascinato dalla tecnologia. Utile e comoda. Perlomeno finchè tutto funziona. Negli ultimi anni blu-ray, tablet, smartphone, lettori di ebook hanno invaso e stanno invadendo la nostra vita. Ho scoperto il libro elettronico e non mi dispiace, anche se sono ancora della generazione che annusa le pagine dei libri. Amo l'mp3 e questi parallelepipedi sempre più piccoli che contengono sempre più musica. Mi ricordo ancora quando andavo a correre a piedi o in bici con un lettore cd e alcuni dischetti in tasca e ogni 45/50 minuti bisognava fermarsi per cambiare disco. Preistoria. Mi piace ascoltare bene, anche se non sono un purista del suono, e l'mp3 mi permette un ascolto decente, adatto alle mie esigenze.
Tutto corre veloce, anzi velocissimo. L'uscita di nuovi modelli di qualsiasi oggetto tecnologico è sempre più ravvicinata, ne acquisti uno e dopo pochi mesi è già quasi superato (e svalutato). Nuove funzioni, maggiori prestazioni, memorie giganti. Scandaglio internet alla ricerca di informazioni e trovo così tanti modelli che non ci capisco più nulla e mi affido ai consigli degli amici o vado un po' alla cieca o a intuito. Nell'indecisione il prezzo è un deterrente di cui non si può non tener conto.
Mi piace la tecnologia, lo ripeto, ma non mi sta trasmettendo, come dovrebbe essere, un profondo senso di libertà. Mi resta sempre una sensazione di rincorsa, di restare indietro rispetto a tutto che è sempre più avanti a dove sono arrivato. E forse con qualche sacrificio.
E poi succede che mi emoziono vedendo in foto dei lupi in Abruzzo che vagano per i paesi in cerca di cibo a causa delle forti nevicate e vorrei essere lì per vederli. Mi piace il lupo. E' timido, agile, pensieroso. Poi penso all'autunno e vorrei concretizzare un altro dei piccoli sogni del cassetto: partecipare ad una transumanza lungo il tratturo magno, a piedi dall'Abruzzo alla Puglia lungo questa vecchia strada verde. E che dire della bellezza del silenzio e della mancanza di folla in alcuni borghi montani?
Starò invecchiando. Chiudo il computer ed esco a camminare al Piave con Morgana.

domenica 29 gennaio 2012

Riscoprire le Prealpi Trevigiane


Un'estate di qualche anno fa, ogni sabato o domenica a seconda dell'estro, ho percorso da Miane a Revine gran parte dei sentieri che portano dalle pendici fino alla cima delle Prealpi Trevigiane. Senza contare tutte le altre volte che le ho frequentate in bicicletta o in altri momenti della mia vita. Posso quindi dire con un po' di certezza di conoscerle abbastanza bene, anche se, lo ammetto, non ho mai avuto la prontezza di memorizzare tutti i toponimi dei luoghi che attraversavo.
Molto spesso, tranne nei luoghi più conosciuti, come il bivacco I Loff o Malga Mont, questi sentieri sono poco frequentati dagli escursionisti. Condizione che ho sempre ritenuto una fortuna nell'idea di rapporto quasi esclusivo che ho coltivato con queste montagne. Un'idea un po' bislacca perchè queste prealpi annoverano una lunga serie di estimatori e frequentatori, anche più assidui e preparati del sottoscritto. Uno di questi, Giovanni Carraro, dopo un grande lavoro prima di raccolta di informazioni sul campo e poi di sistemazione del materiale raccolto, ha pubblicato un libro importante, che si intitola proprio "Riscoprire le Prealpi Trevigiane". Una trentina di percorsi, ben descritti e con utili descrizioni, alcuni più classici altri meno battuti, per conoscere più a fondo delle cime che hanno un carico di storia rurale e pastorale ancora visibile. Anticipatrici delle Alpi e delle ben più turistiche Dolomiti, queste vette hanno comunque squarci e panorami di assoluta bellezza che vale la pena conoscere e dove non mancano bivacchi e casere dove sostare.
Un libro prezioso, come sarebbe preziosa una cartina Tabacco dedicata alle Prealpi Trevigiane. Speriamo che prima o poi anche questo desiderio si avveri.

venerdì 20 gennaio 2012

L'alternativa c'è.


Sento sempre le stesse parole, da anni sempre la stessa storia. Tra gli amici, al bar, alle cene, quando, ormai raramente, ci si ferma a parlare con qualcuno lungo la strada. I partiti non piacciono, tutti vorrebbero che la classe politica venisse azzerata. E il finale del discorso è spesso lo stesso: "non c'è alternativa". L'alternativa, per quel che mi riguarda, e qui mi riallaccio ad un bellissimo articolo di Roberto Mancini sulla rivista Altreconomia (www.altreconomia.it) di qualche mese fa, è rappresentata da coloro che, in maniera pacifica e disinteressata, difendono il loro territorio da una falsa idea di sviluppo che, chissà perchè, equivale sempre a cemento grigio su erba verde, da quelli che nella loro umiltà si avvicinano alla politica per il puro senso del bene comune, da coloro che ci arrivano e si riducono lo stipendio e rinunciano ai privilegi (basta parole, è ora di fatti), da coloro che si fanno il culo per mantenere le proprie famiglie e si accontentano di quello che hanno, da quelli che chiedono solo un lavoro dignitoso che permetta di vivere dignitosamente, da quelli che fanno bene il proprio lavoro, anche se lo stipendio potrebbe essere ben migliore, da quegli imprenditori che credono in un ideale "alto" di impresa e che vedono i loro dipendenti come persone e non solo come numeri dell'ingranaggio, da quelli che si impegnano in associazioni, cooperative, gruppi spontanei, comitati e sostengono con il loro volontariato un equilibrio sociale che lo Stato non è in grando di proteggere, da quelli che si sono presi botte perchè erano in piazza a protestare pacificamente contro leggi ingiuste e lo rifarebbero perchè era una causa giusta, da quelli che non provano invidia ma sono un po' rabbiosi perchè stanchi della solita politica. Questa e tanti altri sono la mia alternativa. Viva l'Italia alternativa.

venerdì 18 novembre 2011

Biscina - Assisi 22 luglio


Distanza: 27 km circa
Dislivello: 1150 metri
Ore di camminata: 10

Finale di questa camminata. Una tappa dura che abbiamo affrontato con varie pause. Da Biscina a Valfabbrica una lunga strada bianca permette di superare varie colline. Si è sempre in mezzo al bosco e quindi il senso di tranquillità sembra far sparire la stanchezza, ma è un'illusione. Da Valfabbrica il pezzo più difficoltoso di questa giornata. Una salita non lunghissima ci permette di arrivare su un bel altopiano con qualche casa per le vacanze e dei prati verdi punteggiati da alberi. Si comincia a intravedere da qui la basilica di San Francesco, ma c'è ancora molto da camminare. Prima una zona boscosa e poi campi coltivati in gran parte a olivi anticipano la salita finale nel retro di Assisi. E' una strana visuale quella che ci troviamo davanti, perchè siamo sempre stati abituati a vedere la Assisi da cartolina, quella di fronte. Per noi che siamo parecchio stanchi questo ultimo chilometro in salita è una grossa fatica, che si spegne però all'entrata nella porta della città. Finalmente arrivati.
Consiglio che possiamo dare è quello di portarsi molta acqua, perchè lungo la strada non ci sono molti punti di rifornimento.

domenica 18 settembre 2011

Gubbio - Biscina 21 luglio


Distanza: 22 km circa
Dislivello: intorno agli 800 metri circa
Ore di camminata: 8
Per uscire da Gubbio la strada è un lungo rettilineo fino alle colline. Da qui inizia un lungo percorso tra le colline con saliscendi continui e abbordabili. Per gran parte si tratta di strade bianche frequentate da contadini e qualche residente. Ad un certo punto si incontra l'eremo di San Pietro in Vigneto. Una tenuta incredibile in cima a una collina. L'eremita non ha lesinato nel far capire che visitatori e quant'altro non sono graditi. Da un certo punto di vista sono anche d'accordo con lui, perchè sempre di eremo si tratta, ma non mi è piaciuto quando l'eremita è uscito per prendere la posta e non ha risposto al nostro saluto. A me pare di aver percepito un cenno della testa da parte sua, agli altri non è sembrato nemmeno questo.L'ultima parte del cammino in mezzo al bosco. Il castello di Biscina non centra niente con l'agriturismo. La titolare, dato che non aveva posto, ci ha piazzato da una sua amica che ha un appartamento in un paesetto di quattro anime a 2 chilometri dall'agriturismo. Fantastico il piccolo bar/alimentari sotto casa.

lunedì 22 agosto 2011

Pietralunga - Gubbio 20 luglio



Distanza: 25 km circa
Dislivello: intorno ai 600 metri
Ore di camminata: 5

Partenza sulle sette. Marghe decide di fare questa tappa in autobus, perchè è molto stanca e ha delle grosse visciche ai piedi. Don Salvatore ci consiglia di prendere una strada asfaltata, ma pochissimo trafficata, che ci porterà direttamente al paese di Mocaiana, a pochi chilometri da Gubbio.
Dopo Pietralunga ci sono una discesa e poi una salita che ci porta in cima alla collina di fronte alla cittadina. Qui abbiamo fatto un grosso errore. Invece di girare a sinistra (seguire le indicazioni del cammino), abbiamo continuato sulla strada asfaltata che stavamo percorrendo, pensando fosse quella segnalataci dal Don. Purtroppo non era quella, perchè l'imbocco si trovava più avanti.
Siamo così scesi dalla collina, ma non a Mocaiana, bensì quattro/cinque cilometri prima. Per raggiungere Mocaiana abbiamo dovuto fare un bel tratto di statale e non è stato molto piacevole. Camion e macchine in quantità. Da dimenticare.
Da Mocaiana (da non perdere il panificio!!!) il cammino ci riporta alla tranquillità di cui abbiamo sempre bisogno attraverso qualche stradina secondaria e in mezzo ai campi. Da aperta campagna si passa in un baleno alla città di Gubbio. Un chilometro prima l'unico acquazzone di tutta la nostra camminata.
Gubbio è affascinante. Noi abbiamo alloggiato nel Convento di Sant'Antonio delle suore dominicane. Stanze nuove e pulitissime al costo di 20 euro a persona e c'è la cucina. Il panorama dal convento è stupendo su tutta la città.