lunedì 10 maggio 2010

Telefonata di Leonardo Muraro


Questa mattina mi ha telefonato il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro. Mi ha detto che appoggia in pieno la nostra idea della camminata lungo il Piave e mi ha dato appuntamento venerdì prossimo alle ore 14,30 per definire i dettagli del suo supporto e per fare due chiacchiere a quattr'occhi. E' la prima figura istituzionale che ci contatta ed è stato veramente gentile.

sabato 8 maggio 2010

Terza e quarta mail

Grazie a quelli che ci stanno scrivendo. La nostra idea raccoglie consensi e questo ci fa piacere... Siamo fortunati a poter affrontare questa avventura. Un abbraccio.

"Buongiorno Edoardo.
Ho letto dell'avventura che siete pronti ad affrontare lungo il
Piave.
Io sto leggendo proprio ora un libro sul Piave...trovo che la vostra
sia proprio una bella iniziativa...complimenti.
Buon viaggio
Alessandro"

"Non lo so, forse siamo la terza mail!!! Di certo siamo sinceramente contenti del fatto che siate riusciti a concretizzare il vostro progetto. Agli occhi di molti, forse, un progetto fuori da questo tempo, ma non dall'anima, dal ricordo, dalla storia, dal ciclo della natura.
Siamo con voi, con lo spirito! Siamo lontani, siamo di altri fiumi, siamo del Natisone e dell'Isonzo, che la Storia li abbia in gloria!
Un abbraccio
Monica e Gigi"

venerdì 7 maggio 2010

Seconda mail!!!

La seconda mail del giorno:

"Mi pemetto di scrivervi per farvi i complimenti per l'iniziativa,
Vi seguirò tappa dopo tappa sul vostro blog in attesa di una bella pubblicazione su questa esperienza.
Potrebbe esservi utile il contatto di Camillo Pavan (http://www.camillopavan.it/) profondo conoscitore di storia e autore tra l'altro di varie pubblicazione di cui mi pare anche qualcosa proprio sul Piave. Forse potreste confrontarvi....
Anch'io sono legato al Piave per la passione per i fiumi, magari vi chiederò qualche immagine.....
buona camminata!
Ciao, Andrea"

La seconda risposta del giorno:
"Ciao Andrea!
Grazie della tua mail! Stiamo raccogliendo tutti i suggerimenti e al nostro ritorno, se ci sarà veramente la possibilità di scrivere un libro, contatteremo tutti quelli che ci hanno scritto e sfrutteremo tutti i contatti.
La nostra avventura raccoglie consensi e speriamo che tutto si svolga nel migliore dei modi. Sole sole sole...
L'idea di aggiornare il blog nasce dal fatto di far sentire le persone che ci seguiranno vicine, anche se non potranno camminare con noi. L'idea iniziale era di pubblicare ogni giorno in un quotidiano un articolo sulla tappa del giorno precedente, ma forse non riusciremo a concretizzare. Peccato, mi pareva una bella idea.
A presto e grazie veramente di cuore.
Edoardo"

L'articolo del Gazzettino di oggi 7 maggio

SPRESIANO Percorreranno 230 chilometri
A piedi lungo il Piave
il viaggio di tre ragazzi

VILLORBA - Hanno imparato ad amare quelle acque placide ancora ragazzini, quando percorrevano le sponde del fiume Piave in lungo e in largo, esplorando ogni angolo alla scoperta dei più nascosti segreti. Poi, da scout hanno apprezzato un ambiente dove misurare la voglia di diventare grandi. Adesso, che tutti e tre sono cresciuti, hanno deciso di intrecciare ancora una volta le loro vite al Piave.
Partiranno a piedi, domenica 30 maggio, per percorrere tutto il corso del fiume, 230 chilometri circa, in nove giorni. Con i ritmi lenti del fiume, camminando, ma anche parlando con la gente del posto. Per questo motivo hanno scritto una serie di lettere ai sindaci dei comuni rivieraschi: vogliono incontrare persone che possano raccontare esperienze e storie legate a questo corso d’acqua. Chiedono anche ospitalità per le sette notti che impiegheranno a coprire il percorso. Basta una camera, messa a disposizione da qualche famiglia, dove stendere i sacchi a pelo.
Loro sono Edoardo Frassetto, spresianese, dipendente comunale di Spresiano, Furio Nave di Maserada e Antonio Stevanato di Villorba, entrambi dipendenti della cooperativa l’Alternativa di Vascon. «È un atto d’amore verso un fiume che abbiamo frequentato tanto. Con questo pellegrinaggio vorremmo lanciare un messaggio a favore di un turismo diverso, alla scoperta di paesaggi ancora pieni di fascino» dicono i tre, elettrizzati per il viaggio che comincerà domenica da Cortellazzo di Jesolo per arrivare a Zenson di Piave la sera e si snoderà lungo Cimadolmo, Vidor, Lentiai, Longarone, Calalzo, Santo Stefano fino alle sorgenti del Piave, con tappe di 30-40 chilometri al giorno.
In ricordo di questo viaggio gireranno alcuni video amatoriali e scriveranno un libro che sarà anche una guida turistica. «Vogliamo raccogliere le testimonianze di quanti vivono lungo le sponde del fiume. Storie antiche e nello stesso tempo moderne perchè insegnano ai giovani ad amare il paesaggio di casa» racconta Frassetto. Insieme ai racconti della gente, i tre amici ascolteranno sindaci, amministratori e i presidenti delle tre provicne che attraversano: Venezia, treviso e Belluno. «Ci sono già alcune case editrici che si sono dette interessate al progetto» dicono i tre.
Chi volesse offrire ospitalità al terzetto o dare suggerimenti può scrivere a: frassetto.edoardo@gmail.com.
Per chi volesse, invece, seguire l’impresa dei tre temerari amici, giorno per giorno sarà possibile consultare il blog: http:/edoardofrassetto.blogspot.com che verrà aggiornato alla fine di ogni tappa.
Valeria Lipparini

Prima mail ai tre camminatori

Questa la prima mail giunta dopo l'articolo uscito oggi sul Gazzettino:

"Ho letto l'articolo sul gazzettino.
Bellissimo il cammino che farete.
Anche a me il Piave ha sempre affascinato sia per passione perdsonale che per lavoro.
Infatti sono un ingegnere idraulico che ultimamente ho lavorato sulla parte bellunese del fiume su una centrale idroelettrica
da riattivare.
Sarebbe interessantissimo (specialmente da Crocetta del Montello in su) se fate degli accenni sulle derivazioni del Piave a uso
idroelettrico e su quelle che sono le vecchie centraline abbondonate nel corso degli anni. Ne verranno fuori dei bei racconti penso.
Buon viaggio!"

E questa la mia riposta:

"Ciao Roberto!
Grazie per la tua mail!!! Sei il primo che ci scrive... non l'ultimo speriamo.
Questo viaggio che faremo è una vera e propria avventura. Tutto quello che viene sarà importante, prima per noi, poi per il libro che c'è nelle previsioni di fare.
Quello che mi dici sulle centraline abbandonate e sulle diramazioni idroelettriche è veramente interessante. Più che un accenno se ne potrebbe fare! Mi dai il permesso di ri-contattarti in maniera che tu possa spiegarmi meglio, quando sarà il momento di scrivere il libro? Intanto lungo la strada mi guarderò bene intorno. E fotografie a raffica.
Grazie ancora per la tua mail. siamo contenti che venga apprezzato quello che stiamo per fare, niente di speciale, solo un picoclo omaggio ad un fiume carico di storia e di storie...
A presto
Edoardo"

Un grazie di cuore a Roberto che ci ha contattato. Quello che cerchiamo è proprio quello che le persone si sentano coinvolte da questo cammino, anche se non lo potranno fare con noi.

Lungo il Piave


COMUNICATO STAMPA

A piedi da Jesolo al Monte Peralba lungo il corso del fiume Piave (230 chilometri circa)

Siamo tre giovani trevigiani (Edoardo di Spresiano, Antonio di Villorba e Furio di Maserada sul Piave) e dal prossimo 30 maggio fino all’8 giugno percorreremo a piedi tutto il corso del fiume Piave da Jesolo fino al Monte Peralba. Da che ci risulta nessuno lo ha mai percorso interamente.
Perchè?
Perchè pensiamo che il Piave abbia un valore paesaggistico e storico unico, che vada tutelato e che debba essere stimolato un turismo alternativo, perché le potenzialità ci sono tutte. Da anni si parla di una pista ciclo-pedonale lungo il suo corso sull’esempio di altre, tipo quelle austriche della Drava e del Danubio. Lo stesso Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha recentemente sottolineato l’importanza che potrebbe rivestire il nostro fiume in ambito turistico.
Il nostro è un atto d’amore verso questo fiume che abbiamo frequentato tanto e di cui ammiriamo le particolarità, ma è anche un messaggio in favore di un turismo diverso e sostenibile che potrebbe benissimo adeguarsi al Piave. Il nostro è una specie di pellegrinaggio, una fatica che affrontiamo animati da passione. Di quanta storia è stato protagonista il Piave!
Qual è la nostra idea? Prima di tutto percorrere a piedi il corso del Piave e poi trarre un libro da questa esperienza. Un paio di piccole case editrici si sono dimostrate interessate. Stiamo mandando lettere ai sindaci dei Comuni dove prevediamo di fermarci per la notte, chiedendo supporto logistico (anche una stanza dove buttare i sacchi a pelo), ma anche di farci conoscere persone che lungo la strada ci possano raccontare storie o esperienze che meriterebbero di essere diffuse.

Stiamo valutando se c'è la possibilità con un quotidiano locale per una serie di articoli giornalieri "quasi in diretta", altrimenti sul blog http:/edoardofrassetto.blogspot.com ogni giorno i camminatori racconteranno la tappa gionaliera.

In un secondo momento, grazie a giovani cineasti locali, l’idea è quella di ricavare un documentario da allegare al libro o da diffondere autonomamente.

Per poter avvicinare più persone possibili lungo il cammino, e poter così raccogliere materiale per il nostro libro e i nostri articoli, confidiamo che potrete dedicarci anche un minimo spazio per diffondere la nostra iniziativa.

Grazie per la vostra attenzone.

Edoardo Frassetto
Furio Nave
Antonio Stevanato

Per qualsiasi informazione 388/4784780 oppure frassetto.edoardo@gmail.com

LUNGO IL PIAVE 30 maggio – 7 giugno 2010

30 maggio domenica
Jesolo/Cortellazzo – Zenson di Piave 27 Km circa

31 maggio lunedì
Zenson di Piave – Cimadolmo 19 Km circa

1 giugno martedì
Cimadolmo – Vidor 30 Km circa

2 giugno mercoledì
Vidor – Lentiai 30 km circa

3 giugno giovedì
Lentiai – Belluno 21 km circa

4 giugno venerdì
Belluno – Longarone 17 km circa

5 giugno sabato
Longarone – Calalzo 24 km circa

6 giugno domenica
Calalzo – Santo Stefano 32 km circa

7 giugno lunedì
Santo Stefano – sorgenti del Piave 22 km circa

8 giugno martedì
ritorno a casa

venerdì 19 marzo 2010

Causa ed effetto

C'è qualcosa di distorto e in parte diabolico nel mondo dell'informazione, soprattutto nella cronaca televisiva e in gran parte dei giornali. L'effetto ha soppiantato la causa come argomento di discussione, segno inequivocabile che la superficialità ha più coinvolgimento dell'approfondimento. Il dizionario Devoto-Oli alla voce "effetto" riporta: "tutto ciò che deriva da una determinata causa, il risultato di un'azione, oppure la conseguenza di un determinato fatto o di una situazione definita". Ogni azione, positiva o negativa che sia, ha sempre una causa e a sua volta diventa causa per un altro effetto. L'effetto fa sempre più scalpore della causa, è più eclatante e d'impatto e si manifesta con maggiore audacia.
Prendiamo ad esempio quello che è successo a Rosarno. Il messaggio che si è voluto inviare è stato chiaro: gli extra-comunitari vivevano in un degrado pazzesco e alla fine si sono ribellati, mettendo a ferro e fuoco la cittadina. Non mi è parso ci sia stato un grande approfondimento sullo sfruttamento lavorativo che questi disperati devono subire nelle piantagioni del sud Italia. Una situzione già denunciata da Medici senza frontiere con un documento scaricabile dal loro sito. Una situazione di semi-schiavitù che sembra lasciare indifferenti i mass-media, i partiti politici, i gruppi che dovrebbero fare massa critica e gli stessi sindacati.
I canali di informazione hanno riportato la notizia che, dopo che gli scontri si sono fermati, millecinquecento extra-comunitari sono stati trasferiti da Rosarno. Che fine hanno fatto? Dove sono adesso? Se clandestini, secondo la legge sull'immigrazione italiana, cosa doveva essere fatto di loro?
C'è qualcosa che non va se poi si scopre che gran parte degli extra-comunitari di Rosarno adesso girano come mendicanti per le strade di Roma.